Davide e Golia

Capitolo 8 °


Atlantico del Nord 8 Nov 1942
In zona di agguato ore 01.00 di bordo
Pos. Circa 116 mg a NW di Casablanca e 256 mg a SW di Gibilterra
Avevamo lasciato Bordeaux,noi e il Dandolo, 4 giorni e 18 ore prima.
Dopo 1147 faticosissime e sofferte miglia,fatte di mare in tempesta e continui allarmi aerei che ci avevano costretto a continue manovre di immersione ed emersione, l’equipaggio era esausto e al limite della sopportazione umana.
Poiché al peggio non c’è mai fine,avevamo anche dovuto patire una serie (ormai infinita) di piccole e grandi avarie,fra cui l’ultima alle saracinesche di allagamento delle casse di zavorra AV e AD .
La tensione si avvertiva nell’aria come non mai,e nel consueto silenzio della camera di manovra,ogni più piccolo rumore o scricchiolio ci coglieva di sorpresa,come inatteso,facendoci fare scatti a stento controllati e con malcelato imbarazzo. Avevo posizionato il battello a 15 mtr per poter fare un più efficace ascolto idrofonico,ciononostante ,il Brin rollava e beccheggiava pesantemente ; i timonieri erano molto provati e per quanto cercassero di non darlo a vedere,ogni tanto staccavano le mani dai volani per massaggiarsi le braccia.
Il Comandante della base,alla partenza,non aveva avuto da trasmetterci ordini specifici : la situazione era semplice sebbene tragica. Il servizio informazioni tedesco aveva comunicato che gli alleati avevano messo insieme una forza da sbarco articolata su almeno 500 navi fra unità da guerra e trasporti ; portaerei,corazzate,incrociatori,cacciatorpediniere,trasporti truppe,petroliere ed ogni altro ben di Dio che erano riusciti a mettere insieme sottraendolo da altri fronti e dalle immense risorse americane.
I nostri battelli erano stati dotati di una muta di 14 siluri contro i normali 12 : quindi 28 siluri contro 500 navi ,con un solo, unico ,ordine : affondare tutto il possibile con precedenza assoluta ai trasporti !
- Fate anche l’impossibile,ma cercate di farne arrivare a terra il meno possibile ! questo ci aveva detto il comandante.
Nel frattempo il Dir,con la sua gente,era a prua a sudare le classiche sette camicie intorno a quella maledetta valvola che proprio non ne voleva sapere di sbloccarsi ! Gestire 22 ton di acqua di dosaggio e 249 di zavorra mentre si è in azione non sarebbe stato uno scherzo ! A completare il quadro ,già ,di suo, poco felice,il periscopio d’attacco aveva ricominciato a pisciare acqua dalla guarnizione,il pressatrecce di sinistra anche , e dovevamo dosare con estrema attenzione la regolazione dei timoni di profondità poppieri : se andavano troppo a fine corsa avevano sviluppato la poco felice tendenza ad incatastarsi ! Povero,vecchio, Brin ! Ormai anche lui non ne poteva più !
Con i gomiti appoggiati sul tavolo da carteggio m’era venuto da pensare al Natale. Il terzo Natale di guerra !
Una guerra che appariva sempre più difficile da vincere , anzi , i più realisti ci davano già per spacciati.
Erano lontani i giorni del nostro arrivo a Bordeaux ,della battaglia ingaggiata con il sommergibile inglese TUNA alla foce della Garonna,degli sguardi pietosi e alteri del Cte Roesing, pupillo del Grande Leone. Tutti noi ci sentivamo feriti e offesi nell’italico orgoglio , ma la verità , per quanto amara,era quella ! La nostra flotta subacquea,seconda al mondo,mancava di dottrina di impiego e di efficaci tattiche : in poche parole,oltre il coraggio dei singoli,non sapevamo combattere,o meglio, utilizzare i nostri mezzi. Fortuna che c’era Poel : un simpatico ufficiale della SKL che in breve divenne nostro beniamino e il miglior amico fra i nostri alleati.
Poi c’erano stati i bombardamenti degli inglesi,lo spostamento degli alloggi in una bella villa fuori Bordeaux dotata di un meraviglioso giardino,e i tentativi di familiarizzare con i francesi,e gli sforzi per modificare le nostre enormi torrette che Doenitz aveva guardato con orrore e sgomento.
- Manovra da idrofoni !
- Avanti idrofoni
- Comandante potete venire qui per favore ?
Che altro accidente succede !!?? pensai mentre passavo dalla porta stagna.
- Che succede Capo ?
- Volevo farvi sentire dalla cuffia !
Presi le cuffie sudate dalle mani dell’idrofonista e le accostati alle orecchie ; a subito fu evidente ,che di prua a noi c’erano le prime unità della forza da sbarco alleata.
- Dalla forza del segnale a che distanza saranno Capo?
- Le più vicine a non meno di 5/6mila metri
- Bene. Tenetemi aggiornato.Specialmente queste eliche veloci,ogni più piccola variazione di rilevamento.
- Agli ordini Comandante.
Con calma ritornai in camera di manovra,dove mi accolsero gli sguardi interrogativi e ansiosi del personale di guardia.
Il nocchiere al timone verticale staccò le mani dal volano per asciugarsele sulla tuta unta e logora.
- Posto di combattimento a voce.Niente campanelli. Avanti al minimo e silenziare tutto.Direttore in camera di manovra.
Con la tuta appiccicata addosso dal sudore,il Dir si affacciò dalla porta stagna :
- Ci siamo ?
- Si Dir ! Gli inglesi non hanno proprio rispetto per chi lavora !
- Va già bene che a prua abbiamo finito.Salvo che il demonio non rompa i co…..ni la valvola non darà più problemi.
Il nostro Dir era un ufficiale ed un tecnico eccezionale. A Bordeaux,avrebbero dato un braccio per averlo con la squadra riparazioni. Ma lui ,grazie all’amicizia personale con l’Ammiraglio,riusciva momentaneamente a evitare il trasferimento.
Un tecnico di prim’ordine e la sua gente lo idolatrava come uomo e come ufficiale.
Eravamo entrambi sul Brin,come molti altri,insieme fin dall’inizio ; non c’era angolo del battello che lui non conoscesse,e con le sue abili e callose mani,riusciva sempre e miracolosamente a riparare qualsiasi cosa che avesse bisogno delle sue speciali cure. Solo lui poteva tenere insieme il Brin,anche dovendo ricorrere al fil di ferro !
- Comandante….tutti gli uomini ai posti di combattimento.
- Bene. Avvicendate i timonieri. Rotta 315 ° Alzare il periscopio ! Idrofoni nulla del Dandolo?
- Manovra da Idrofoni. Affermativo. Il Dandolo è sempre costante sul rilevamento.
Era segno che il Cte Ellenico manovrava come concordato ; nei limiti della situazione avremmo lasciato passare le scorte sulle nostre teste e ci saremmo infilati in mezzo alle colonne dei trasporti per poi attaccare.
Al periscopio intanto ,nonostante il buio e le enormi onde che lo sommergevano,cominciai a distinguere le sagome delle scorte di testa che rollavano disperatamente e avevano i trincarini sempre in acqua. Il mare in quelle condizioni ,per quanti problemi ponesse,era un aiuto per noi : il convoglio non avrebbe avuto tanta facilità di manovra .
- Manovra . Prua : 15° a scendere ! Poppa :10° a salire. Portarsi a 30 metri.
- Dir collaudiamo il vostro lavoro. Immettiamo un po’ d’acqua a prua .
Il Brin ,appruandosi lentamente ma deciso, si portava a quota più profonda.
- 30 metri comandante. In bolla.
- Bene. Ora tutti zitti e non respirate. Dir fermiamo tutto quello che si può fermare.
Appena scaduta di poppa la scorta,saremmo tornati a quota periscopio per attaccare. Avevo visto che le colonne dei trasporti erano molto ravvicinate e questo da un lato era un bene,ma dall’altro costituiva un problema per il tempo di armamento dei siluri. Decisi quindi che avrei lasciato passare i primi due trasporti in modo da lanciare simultaneamente due torpedini da poppa e due di prua sui trasporti che seguivano.
- Idrofoni da Manovra ?
- Avanti Manovra.
- Che fanno i caccia ?
- Vanno dritti comandante e fra 15 minuti li avremo di poppa.
Fino a quel momento tutto bene. Non ci avevano rilevati ! Inspiegabilmente,nonostante il continuo rumore degli ASDIC che ci assordava,non eravamo stati rilevati.
- Prua e Poppa da manovra. Pronti ad aprire i tubi di lancio.
- Prua ricevuto pronti.
- Poppa ricevuto pronti.
Il rumore delle veloci eliche dei caccia era udibile anche senza gli idrofoni ed era progressivamente scaduto di poppa al Brin.
- Dir ci porti a quota periscopio lentamente,anzi no ! Fermiamoci a 15 metri.

Alzare il periscopio e ridurre le luci.


Incollai subito gli occhi sugli oculari per guadagnare preziosi attimi per il lancio.
Ed ecco apparire la lunga processione : come brave e disciplinate pecorelle,i trasporti dalla parte del Brin ,proseguivano ignare del pericolo. Il convoglio aveva una fronte tanto larga che in pratica sia noi che il Dandolo eravamo completamente circondati di navi. Meglio così ! Una volta lanciati i pesci,si ricaricava velocemente e si lanciava di nuovo. Una volta esauriti i siluri ci saremmo lasciati scendere a quota profonda per nasconderci sotto qualche provvidenziale strato termico,che a così poca distanza dalla scarpata continentale africana,era di certo presente.
Ruotai il periscopio verso poppa e passai tutti i dati necessari per regolare e lanciare da poppa.
- Poppa Pronti. Rilevamento…..distanza…..FUORI 5.
- Rilevamento …distanza….. FUORI 6 !


- Dir compensare a poppa.
Tutto avveniva automaticamente,come tantissime altre volte. Ruotai ancora il periscopio verso prora,mentre quel maledetto rivolo d’acqua veniva giù lungo il tubo e mi infradiciava berretto,capelli,braccia e………….all’inferno !
- Prua Pronti . Rilevamento….distanza…..FUORI UNO !
- Rilevamento…..distanza……FUORI DUE !
Visto che c’ero e che avevo ancora due bersagli di prua,sebbene a distanza,lanciai i siluri 3 e 4 a una grassa petroliera,una T3,e a un trasporto truppe sulla colonna di fianco.
Abbassato il periscopio ,diedi uno sguardo significativo al secondo,che cronometri alla mano,controllava la corsa dei siluri.
Quattro grosse esplosioni rintronarono in camera di manovra assordandoci mentre il Brin rollava ancora di più a causa delle onde d’urto delle esplosioni.
Ora toccava agli altri due !
Udimmo lo schianto dei siluri e delle esplosioni. Altri due centri. Mai come in quella notte,il Brin rendeva come una macchina da guerra collaudata e invincibile.
- Alzare periscopio !
Ruotai velocissimo il periscopio per 360 ° . Quattro LST stavano affondando avvolti da fumo e fiamme,mentre le altre due ,sebbene,azzoppate e sbandate fortemente,continuavano a navigare.
- Manovra da Prua….PRONTI !
- Manovra da Poppa….PRONTI !
I ragazzi facevano miracoli. Tutti i tubi carichi e pronti a tempo di record.
Ancora una veloce spazzata con il periscopio e di nuovo il rosario dei dati per il lancio.
Mirai ancora alla T3 e al Trasporto Truppe e a una grossa Victory di poppa al trasporto.
- Prua e poppa compensare.!
Di nuovo il secondo prese a far scorrere i suoi cronometri,mentre il battello veniva rimesso in assetto dopo il lancio.
Questa volta registrammo solo due esplosioni. Un rapido controllo al periscopio mi mostrò il trasporto truppe con la prua sotto e la poppa alta fuori dell’acqua con le eliche che ancora giravano vorticosamente.
La grassa T3 aveva incassato un altro siluro ma,imperterrita continuava a navigare. Con rammarico dovetti ammettere che gli altri due siluri avevano mancato i loro bersagli.
E ancora….ricaricare…..ricaricare…..lanciare e ricaricare…………! La gente doveva essere esausta.
Al periscopio la Victory era diventata gigantesca. Aveva accostato verso di noi.
- Pari avanti mezza ! Timone a sinistra per 2 – 7 – 0
Docile,il battello obbediva ai comandi ed evitammo per un soffio la prua del Victory.
- Pari avanti adagio. Alzare il periscopio
Ancora una velocissima spazzata d’orizzonte. Navi ovunque ! C’era solo l’imbarazzo della scelta. Corvette e Caccia stavano pazzescamente infilandosi in mezzo alle colonne dei trasporti. Rollavano disperatamente e manovravano anche con estrema difficoltà.
Mirai ancora ad una grossa Victory e decisi che le avrei lanciato gli ultimi siluri rimasti.
Tre forti esplosioni e la grande nave si inabissava velocemente.
- Prua 15 a scendere Poppa 15 a salire. Fermare a 95 metri. Pari avanti adagio.Prua per Nord.
Il Brin aveva fatto il suo dovere. Sei navi sarebbero mancate all’appello e il nostro bottino si aggiornava di ben altre 25mila tonnellate ! Dagli idrofoni giunse l’aggiornamento che aspettavo. Il convoglio ci era passato tutto sopra la testa e ormai a prora era tutto libero. Le scorte andavano furiosamente avanti e indietro,ma ormai eravamo imprendibili.
Anche il Dandolo di Ellenico aveva colpito ! Molte esplosioni si erano udite provenire dalla sua zona di attacco.
Trascorremmo tutto il giorno in immersione a quota profonda e con i motori al minimo mentre l’equipaggio si godeva il suo meritato riposo. Non dormivo da almeno 48 ore ; la stanchezza cominciava a farsi sentire,e dopo litri di caffè nero e bollente ero ancora sveglio.
Quando le tenebre dell’oscurità si affacciarono di nuovo sull’Atlantico sulla cui superficie galleggiavano i relitti dei nostri affondamenti,emergemmo in un ribollire di schiuma scura e sporca per lo spesso strato di nafta lasciato dalle navi scomparse nei flutti.
Mettemmo i termici avanti al massimo dei giri e ordinai all’RT di contattare il Dandolo.
Il bravo Ellenico ci rispose che era in buona salute e con l’elenco delle sue vittorie. Un bottino davvero cospicuo che oltre alle LST affondate aveva nel suo albo d’oro,una grossa nave da passeggeri di almeno 20mila tonnellate e altri tipi di trasporti. Almeno 60mila tonnellate ! Il Cte Ellenico con il suo Dandolo aveva ancora una volta lasciato la sua firma indelebile ! Bravi ! Davvero bravi !
Il mare intanto aveva cominciato a sbollire la sua ira. Il Brin rollava appena al respiro dell’oceano. Una vedetta aveva avvistato di prua il Dandolo. Il cielo era pieno di miliardi di stelle luccicanti.
Appoggiato alla lamiera del paraspruzzi,la sagoma del Dandolo era appena visibile giusto nel cerchio dell’antenna del radiogoniometro. Respiravo a pieni polmoni l’aria salmastra nella quiete della notte , mentre i ricordi andavano a briglia sciolta. Mi venivano alla mente le uscite in squadriglia con il Dandolo di Ellenico, L’Iride del Cte Duval e il Baracca del Cte Papino.
Eravamo quattro battelli che operavano in un tutt’uno,come un’unica entità ; come un’unica micidiale e invincibile macchina da guerra incredibilmente ben coordinata . Un affiatamento unico e raro !
Ricevemmo un breve fonogramma di felicitazioni da Bordeaux e con richiesta di rapporto sullo stato dell’unità ; se non v’erano rogne da cantiere, stavano studiando la possibilità di rifornirci in mare per un pronto impiego. Chissà dove ci avrebbero mandato stavolta.
Qualcuno prese a fischiettare sommessamente il motivetto del Dixie americano che i marinai erano soliti accompagnare con parole non proprio ortodosse : Era meglio morire da piccoli che da grande finire in Marina……. !!!
Nonostante tutto,sorridendo stancamente , ammettevo che se lo erano tutti guadagnato il diritto al mugugno.
Mentre percorrevo con lo sguardo il Brin da prua a poppa,guardavo anche la gente di guardia in torretta.
Qualcuno avrebbe potuto scorgere nel fondo di quello sguardo la stessa cosa di quando molti mesi prima avevo sollevato in alto la mia figlia più piccola con tutto l’amore e l’orgoglio di padre.
E presi a pensare alla prossima lettera che avrei spedito a casa :

………….Mia diletta compagna………….siamo tornati vittoriosi dalla nostra ultima missione….e il mio pensiero vola sulle onde per raggiungerti nella nostra piccola e amata casa……per abbracciarti e baciarti mai pago……e in questi brevi ma intensi attimi,dove l’universo tutto,nella sua infinità sembra che parli solo di pace e di amore………la tempesta è passata per lasciar posto ad una lieve e saporosa brezza notturna che lascia sulle labbra un delicato sapore di sale….come quando ti baciavo dopo esserci tuffati nel mare azzurro di casa nostra……questa struggente lontananza vinta solo dall’orgoglio di battermi per la mia patria e per la mia famiglia con questi uomini che mi amano riamati come solo un padre può e sa amare i propri figli ….e gli affetti cari tutti…………Molti….tanti.. di questi uomini sono giovani pieni di ardore che nulla può sconfiggere……nessuna fatica è per loro mai troppo……nessun sacrificio può avvilirne l’onore…….e svilirne l’intima forza che li porta a seguirmi ovunque……..un giorno conoscerai…se Iddio potente lo vorrà,questa gente che mi ha fatto dono di qualcosa che nessun altro uomo potrà……profonda stima…inattaccabile dedizione……e immenso affetto. Il Direttore di macchina mi chiedeva delle nostre amate figlie,poco prima che venisse buio e di tornare a respirare. Ha detto che mi darà qualcosa per loro quando verremo in licenza .E intanto…..perso in questo buio ti abbraccio, mia tenera compagna,respirando del tuo dolce profumo…..

……………………..Dal diario personale del Cte Etna
Zona di guerra – Atlantico del Nord


 

Grupsom - Sommergibili Mediterranei