Regio Sommergibile Da Vinci

classe " MARCONI"

C.te Calda

28.06.41 M/cist. Auris(8030tn) - Inglese - siluro - Affondata

 

C.te Longanesi - Cattani

28.02.42 P.fo Everasma(3644tn) - Lettone - siluro/cannone - Affondata

02.06.42 M/vel. Reine Marie Stuart(1087tn) - Panamense - siluro/cannone - Affondata

07.06.42 M/n Chile(6956tn) - Inglese - siluro - Affondata

10.06.42 M/n Alioth(5483tn) - Olandese - siluro/cannone - Affondata

13.06.42 P.fo Clan Mc Quarrie(6471tn) - Inglese - siluro/cannone - Affondata

 

C.te Gazzana-Priaroggia

02.11.42 P.fo Empire Zear(7009tn) - Inglese - siluro/cannone - Affondata

04.11.42 P.fo Andreas(6566tn) - Grecia - siluro/cannone - Affondata

16.11.42 P.fo Marcus Whitman(7176tn) - U.S.A. - siluro/cannone - Affondata

11.11.42 P.fo Veerhaven(5291tn) - Olandese - siluro/cannone - Affondata

14.03.43 P.fo Empress of Canada(21517tn) - Inglese - siluro - Affondata

19.03.43 P.fo Lulwrth Hill(7628tn) - Inglese - siluro - Affondata

17.04.43 P.fo Sembilan(6566tn) - Olandese - siluro - Affondata

18.04.43 P.fo Manaar(8007tn) - Inglese - siluro/cannone - Affondata

21.04.43 P.fo John Drayton(7177tn) - U.S.A. - siluro/cannone - Affondata

25.04.43 M/cist. Doryssa(8072tn) - Inglese - siluro/cannone - Affondata

OPERATIVITA’ DURANTE IL PERIODO BELLICO

1940
All’inizio del Secondo Conflitto Mondiale, dopo una breve attività in Mediterraneo, venne approntato per il trasferimento nella nuova base atlantica di Bordeaux;

Settembre- Secondo le disposizioni di Maricosom ed in coincidenza con i periodi della luna nuova, e del primo quarto, il giorno 22, salpa da Napoli. Gli ordini erano quelli di condurre la guerra al traffico in zone di operazioni situate nell’Atlantico centrorientale e poi raggiungere Bordeaux e riesce ad attraversare in immersione lo Stretto di Gibilterra cinque giorni più tardi, con mare calmo e visibilità buona, ultimandolo a notte fatta, senza aver incontrato difficoltà.
Il giorno successivo, ad un centinaio di chilometri dallo stretto, fu avvistato da due cacciatorpediniere di scorta ad un’unità di tipo imprecisato e, costretto ad immergersi, subì il lancio di alcune bombe, che però non gli procurarono alcun danno.
Da Vinci faceva parte di un gruppo di sei unità a cui era stato affidato il compito prioritario di intercettare il traffico che si svolgeva fra Freetown e l’Inghilterra, che secondo le notizie in possesso di Maricosom, era stato di recente spostato dal meridiano 20°00 W al meridiano 25°25’ W. L’area in cui si trovavano le zone di operazione era compresa all’incirca tra i paralleli di Vigo (Spagna) 42°00’ N, e di Mogador (Marocco) 32°00’N, ed i meridiani 16°50’W e 32°00’ W

Ottobre – Nel pomeriggio del 2 ottobre, l’unità al comando del CC.Ferdinando Calda, attacca in immersione e da distanza ravvicinata, il piroscafo passeggeri britannico Cilicia, (trasformato in incrociatore ausiliario). Fallito il lancio di due siluri, emerge per continuare l’azione con il cannone, ma si vede subito costretto a disimpegnarsi con immersione rapida per sfuggire al fuoco delle artiglierie della portaerei inglese Argus, non avvistata in precedenza a causa della fitta foschia. Nella fase iniziale dell’immersione udì gli scoppi di numerosi colpi di artiglieria in prossimità della torretta, e che andarono fortunatamente a vuoto: raggiunta la zona voluta, percepisce la vicina esplosione di due bombe, lanciate probabilmente da un aereo.
Il 5 ottobre entra nella zona a nord delle Azzore, e ed il giorno 8, dopo che era stato segnalato in uscita da Gibilterra un convoglio composto da quaranta piroscafi, l’unità riceve l’ordine di portarsi in zona operazioni per costituire, con altri, uno sbarramento sulla rotta nemica, al largo delle zone meridionali della Penisola Iberica. Raggiunto il settore assegnato, eseguì un attacco contro un grosso piroscafo, impiegando due siluri che, a causa dell’eccessiva distanza di lancio, non giunsero a segno. Si trattava probabilmente di una nave passeggeri che si allontanò comunque velocemente dopo aver aperto il fuoco contro il sommergibile.
Il comandante Calda avrebbe voluto inseguirla, ma desistette a causa della velocità nettamente superiore del piroscafo.
La sera del 12 ottobre Betasom, (su richiesta del Comando Superiore dei Sommergibili dell’Asse, “B.d.U”) nel tentativo di intercettare nuovamente il predetto convoglio, ordina a Da Vinci di portarsi a ca. 60 nm. dalla zona precedentemente occupata. Il telegramma con il quale venne comunicato l’ordine disponeva l’attacco in via prioritaria, ma anche questa volta il battello non avvistò il convoglio.
Nei giorni successivi vennero avvistati due piroscafi di elevato tonnellaggio, isolati e zigzaganti, ma gli attacchi non poterono essere portati a termine per la sfavorevole posizione di partenza.
Il 19 ottobre viene spostato da Betasom al largo di Lisbona, nel tentativo non riuscito di intercettare un convoglio di ottanta piroscafi che, secondo notizie di fonte tedesca, era atteso in quel porto verso il 24 del mese, proveniente da Glasgow. Il sommergibile rimase nelle acque portoghesi fino al 27 di ottobre, avvistando soltanto navi neutrali e un cacciatorpediniere che, a causa della luce diurna e per la grande distanza, non poté attaccare.
Rientra a Bordeaux il 31 ottobre.


Dicembre – In questo mese partirono da Bordeaux alcuni battelli, che d’accordo con B.d.U. dovevano partecipare alla guerra al traffico nell’area a ponente delle isole britanniche. Le zone di operazioni, comprese tra i paralleli 59°30’ N e 53°00’, N erano illimitate sia da ponente che da levante.
Il 21 dicembre anche Da Vinci parte da Betasom per portarsi verso l’area nordorientale, dove gli erano state assegnate due zone di operazioni, ed il 28 dicembre raggiunge quella situata più a sud.
Il 30 intercetta il segnale di Betasom che segnalava la presenza del piroscafo britannico Bodnant in gravi difficoltà, si mette sulla rotta per raggiungerlo, ma causa un errore sul calcolo della posizione (purtroppo il cattivo tempo aveva impedito la effettuazione di calcoli astronomici precisi) l’incontro non poté avvenire perché il nostro battello si portò in una zona sensibilmente più lontana.




 

 

1941

Gennaio – Il 4 gennaio, il battello rilevato che l’area nella quale era stato fino ad allora in agguato non era attraversata da correnti di traffico, si sposta nella zona settentrionale, dove resta fino al giorno 12, senza però avvistare navi militari o mercantili.
Nelle prime ore del giorno 16, con mare agitato e luna piena, esegue un attacco contro una torpediniera, che navigava a velocità elevata, lanciando due siluri da una distanza di ca. 1000 m.ma fallì il bersaglio. l’unità nemica, individuato il sommergibile dalla scia dei siluri (resa più evidente dal chiarore lunare), ebbe il tempo di contromanovrare, ed evitando così di essere colpito ed anche di sferrare l’attacco, fortunatamente senza danni per il nostro. Per contro, DaVinci, regolando in modo adeguato la sua navigazione subacquea, riuscì a far perdere le sue tracce.
La sera del 20 gennaio attracca alla banchina della base di Bordeaux.

Marzo – Alla fine di questo mese, appare chiaro che il rendimento operativo dei sommergibili italiani, operanti alle alte latitudini dell’Atlantico settentrionale, non avrebbe mai potuto raggiungere quello degli u-boote alleati. Quindi il Comando supremo decide di riesaminare i criteri di reimpiego dei nostri battelli, considerando la convenienza di inviarli principalmente nell’Atlantico centrorientale e nella zona di Freetown. Si decide quindi di lasciare ad operare in quella zona solo quattro battelli tra i quali Da Vinci e venne assegnata ad essi una zona di operazioni che poteva estendersi anche a ponente del meridiano 25°00’W.
Il battello si porta in zona operazion il giorno 26, ma è costretto ad interrompere la sua missione ed a rientrare a Bordeaux a causa di una avaria (rottura di un cuscinetto del motore elettrico principale)

Aprile – Dopo aver riparato i guasti, Da Vinci riparte da Bordeaux il 3 aprile, per raggiungere due zone di agguato: la prima compresa tra i paralleli 57°00’ N, 55°00’ N ed i meridiani 21°00’ W e 27°00’ W, per agire offensivamente nella zona in cui il traffico nemico fosse stato più intenso. (scopo secondario della missione era anche individuare le zone focali nonché le rotte del traffico nemico)
L’11 aprile il nostro battello raggiunge la sua prima zona di agguato, dove però viene riscontrata una totale assenza di traffico. Il giorno 16 parte per portarsi nell’altra zona, dove nei giorni 21 e 22 manovra lungamente per raggiungere alcuni convogli segnalati da Betasom, che però non vengono avvistati.
Il 27, raggiunto il limite massimo dell’autonomia, lascia l’agguato per rientrare alla base atlantica.

Maggio – raggiunge Betasom il giorno 4 maggio, dove provvede a lavori di manutenzione e riparazione.

Giugno – riparte da Bordeaux il 18, per portarsi nella nuova zona di operazioni assegnata, situata tra Gibilterra, Madera e le Isole Canarie. Scopo della missione costituire era l’attacco al traffico nemico da e per Gibilterra.
Il 24 giugno avvista la portaerei Furious, diretta a Gibilterra con la scorta delle torpediniere Lance e Legion, ma non potè arrivare al lancio per la sfavorevole posizione di partenza.
Ha maggior fortuna il 28 giugno: avvista infatti la petroliera britannica Auris (8030 tsl), isolata, ed a notte fattala la affonda in 34°28’ N, 11°59’W, con quattro degli 8 siluri lanciati.

Luglio – Ai primi del mese, costituisce con altri battelli una linea di sbarramento tra la costa iberica e quella marocchina.
Il giorno 5 viene avvistato un primo convoglio, composto da due grossi piroscafi scortati da un incrociatore e quattro cacciatorpediniere, ma Da Vinci non riesce a pervenire al lancio, anche perché la velocità della formazione ed un certo ritardo nella trasmissione del segnale di scoperta n on permisero a Betasom di concentrare nuovamente i sommergibili sul convoglio che proseguì indenne.
Il secondo convoglio (10 piroscafi scortati da cacciatorpediniere) sfuggì al battello il giorno 8, nonostante lo sbarramento a maglie strette predisposto con altre unità all’incirca lungo il meridiano 13°00’. Il medesimo giorno riceve da Betasom l’ordine di portarsi verso levante per contribuire all’ascolto idrofonico ed alla esplorazione della zona di probabile transito di un terzo convoglio (20 piroscafi con scorta di cacciatorpediniere) che era transitato fin dalle h.9.00 del mattino nella zona di Capo Tariffa, ma questo contrariamente alle previsioni era diretto a NW invece che a ovest, quindi riesce ad eludere le ricerche dei sommergibili ed anche degli aerei, che saranno ripetute fino al 15 luglio invano.
Il 18, quando viene avvistato un quarto convoglio, Da Vinci non è più in grado di partecipare alle ricerche per raggiunti limiti di autonomia ed è perciò costretto ad abbandonare l’agguato.

Settembre – nuova azione predisposta da Betasom per l’attacco al traffico convogliato facente capo a Gibilterra ed al traffico isolato a NE delle Isole Azzorre e lungo le coste iberiche, da Capo Finisterre a Capo S.Vincenzo.
Da Vinci, con altri battelli, sta in agguato nella zona a ponente dello Stretto fin dal giorno 11, con largo anticipo sul passaggio del convoglio, perché il servizio informazioni tedesco né aveva segnalato la partenza fin dal giorno 13.
La partenza reale del convoglio avvenne invece solo alle h.18.00 del 17 settembre, e Betasom predispose che i sommergibili effettuassero i primi attacchi a partire dal tramonto del giorno 18. Da Vinci quindi si porta sul luogo previsto del passaggio nemico per le h.2.00 del 19, come da ordini ricevuto per costituire con gli altri battelli del gruppo uno schieramento a maglie strette, ma il previsto incontro non avviene.
Alle h.11.57 dello stesso giorno, viene attaccato da un aereo tipo “Consolidaded” in 35°17’N, 10°37’W, e sostenne in superficie un lungo combattimento dal quale però uscì indenne.
Intanto il convoglio il giorno 21 era giunto 500 nm. a ponente di Lisbona, tallonato dal nostro battello che però il giorno successivo, lo perse di vista. Soltanto il mattino successivo riuscì a ristabilire un contatto e lo mantenne fino alle h.20.30, ma con la navigazione disturbata dal mare grosso che non gli consentiva di tenere una velocità più elevata di 7/8 knt.anche anche se venne a trovarsi in buona posizione, non riuscì a portarsi all’attacco. Il C.te Calda vide all’orizzonte i bagliori dei colpi illuminanti e dei bengala, e le vampe dei cannoni ed alle h.2.56 avvistò una nave capovolta con vicino una corvetta che gli girava intorno.
Poi le condizioni del mare peggiorarono ancora, ed il convoglio, fu nuovamente perduto.
Alle h.9.05 del 24, giunto al limite dell’autonomia di combustibile, il sommergibile dovette abbandonare le ricerche ed dirigere verso Bordeaux.

Novembre – Betasom decide di sperimentare per la prima volta un dispositivo di ricerca a rastrello con tre sommergibili distanziati tra loro di 40 nm.: i tre battelli, con l’unità centrale avanzata di 120 nm. rispetto alle altre due, avrebbero dovuto percorrere rotte parallele ed agire tra loro in stretta cooperazione.
B.d.U prescrisse comunque che i sommergibili italiani non avrebbero dovuto portarsi ad ovest del meridiano 30°00’W, per non interferire con le operazioni del naviglio tedesco di superficie.
Da Vinci, con il nuovo C.te CC Luigi Longanesi Cattani partì da La Pallice il 19 novembre, passando con gli altri battelli del suo gruppo tra le isole Fayal e Flores dell’arcipelago delle Azzorre.
La manovra a rastrello non produsse però alcun avvistamento e fu interrotta il 29, su richiesta di B.d.U, che volle far partecipare i sommergibili italiani alla ricerca ed all’attacco di un convoglio avvistato con rotta a sud 170 nm.ca. a settentrione dell’Isola Flores.

Dicembre – Nella nuova zona di agguato non si perviene ad alcun avvistamento e le ricerche vengono sospese. I battelli riprendono la formazione a cuneo prevista dalle disposizioni iniziali.
Il 2 dicembre, Da Vinci, che fin dalla partenza aveva sofferto inconvenienti alla manovra oleodinamica dei timoni orizzontali, fu costretto a lasciare l’agguato e ad iniziare la navigazione di ritorno.
Nella notte tra il 3 ed il 4, avvista un convoglio diretto a nord (probabilmente l’ “SL-93”proveniente da Freetown) ca. 300 nm. a nord dell’isola San Miguel, ma causa i già citati problemi tecnici, non poté effettuare alcun tentativo di attacco.

 

 

Anno 1942
Gennaio – Fin dalla seconda metà del dicembre ’41, il B.d.U, al comando dell’Amm. Doenitz, decide di affidare ai battelli italiani il compito di pattugliare al largo delle Antille e delle isole Bahamas, settore particolarmente favorevole per l’intenso traffico di navi mercantili isolate che portavano preziosi rifornimenti al nemico. In previsione della lunga navigazione le unità vennero sottoposte ad un accurato lavoro di verifica e revisione. Inoltre per ovviare alla nota carenza di combustibile della flotta italiana vennero predisposti rifornimenti in mare da effettuarsi tra battelli.
A Da Vinci venne assegnata una zona a Levante delle Antille, e partito da Bordeaux il 28 gennaio, fu il primo a raggiungere le coste americane. Dopo aver vanamente inseguito per sette ore e mezzo un piroscafo, che riuscì a sottrarsi alla caccia grazie ad una maggiore velocità, il sommergibile arrivò nella zona assegnata verso la metà di febbraio.

Febbraio – Nei giorni dal 13 al 16, comunica di non aver rilevato nella zona inizialmente assegnatagli a NE delle Isole Antille, e dopo l’ordine inizialmente ricevuto (21 febbraio) di portarsi ad operare lungo le coste della Guiana, quest’ultimo viene rettificato e fu inviato ad operare nella zona più a sud della precedente, a levante delle Antille meridionali, con facoltà di spostarsi verso ponente ed a settentrione dell’Isola Barbados. Il C.te Longanesi, avendo osservato un discreto traffico sulla rotta New York – Capo S.Rocco (Brasile) decise di tenere l’agguato tra i paralleli 16°30’N e 13°00’ N ed i meridiani 50°00’W e 55°30’W
Durante il trasferimento, nella notte del 25, il sommergibile avvistò il piroscafo da carico brasiliano Cabedelo (3557 tsl), che navigava a luci oscurate e senza distintivi,e lo affondò, per errato riconoscimento, con un siluro ed un breve attacco di artiglieria.
Dopo questa azione il C.te Longanesi prende l’iniziativa di rimanere per qualche giorno in quelle acque, dove pervenne nuovamente al successo. Infatti il 27 febbraio avvista il piroscafo da carico lettone Everasma (3644 tsl.), in rotta da Norfolk per Rio de Janeiro via San Thomas, (Antille) e lo cola a picco alle h.1.43 del giorno 28, mediante l’impiego dei siluri e del cannone, al termine di un lungo inseguimento che durava dal pomeriggio, reso difficile dal mare grosso e da nubi che limitavano la visibilità. L’azione richiese l’impiego di undici siluri, dei quali solo gli ultimi tre giunsero a segno, in quanto le avverse condizioni del mare influirono negativamente sulla rilevazione dei dati, ed in parte alterarono le traiettorie dei lanci.
Avendo esaurito i siluri, il Comandante comunicò via radio di riprendere la rotta del ritorno.

Marzo – Betasom, in considerazione del fatto che Da Vinci aveva una quantità di nafta superiore a quella che gli era necessaria per il rientro, gli fissò un appuntamento con Morosini che aveva comunicato di essere rimasto a corto di combustibile. Il 3 marzo avviene l’incontro tra i due battelli al largo delle Piccole Antille, in una zona lontana dalle basi aeree nemiche, ma la manovra di rifornimento fallì, poiché il mare agitato causò la rottura di tutti i cavi in dotazione alle due unità rendendo impossibile l’operazione.
Da Vinci rientra alla base il giorno 25, dopo aver affondato nel corso di un’unica missione, 7021 tsl. di tonnellaggio nemico.

Aprile – In questo mese, Betasom era stato incaricato da Maricosom di preparare una operazione speciale da assegnare a Da Vinci. Questi, nel caso che il Brasile, nazione non belligerante , fosse entrato in guerra, doveva penetrare nel porto di Rio de Janeiro per attaccarvi di sorpresa, le navi da guerra alla fonda. L’operazione non ebbe però seguito, perché quando tutto era ormai pronto per la partenza, questa venne rimandata a data da destinarsi e poi successivamente annullata.

Maggio – Ancorato a Betasom, il 6 maggio, e mentre stava per partire per la successiva missione, l’unità riceve la visita dell’Amm. Raeder che salì a bordo e passò in rivista l’equipaggio.
Parte da La Pallice per recarsi a presidiare la zona costiera brasiliana compresa fra porto Natal e Bahia, ma il giorno 30, mentre si trova in viaggio vien e dirottato verso l’Africa Occidentale per operare nele acque di Freetown in una zona dell’Africa, situata a sud di Capo Palmas, per poi spingersi qualora l’autonomia lo avesse consentito, verso Accra, nel Golfo di Guinea.

Giugno – Dopo alcuni avvistamenti non sfociati in alcun attacco, nel pomeriggio del 2 giugno, mentre era ancora in fase di trasferimento, a SO di Freetown, affonda con azione di artiglieria e siluro lo schooner panamense Reine –Marie Steward (1087 tsl.) diretto a New York con un carico di legname pregiato.
Ripresa la navigazione verso Capo Palmas, la sera del 7, dopo aver vanamente inseguito un piroscafo da carico di nazionalità sconosciuta che navigava ad alta velocità, avvistò la motonave da carico britannica Chile (6956 tsl.) che navigava isolata e in 04°17’N, 13°17’ la affonda colpendola al centro con due dei quattro siluri lanciati.
Invece di proseguire per portarsi verso la zona assegnata, il C.te Longanesi prende l’iniziativa di rimanere in quelle acque, nella speranza di incontrare traffico non convogliato. Ed infatti, spostandosi alquanto verso SW, al tramonto del giorno 10, avvistò una grossa motonave isolata ed armata ed al termine di un tenace inseguimento, poté incendiarla e colarla e a picco con siluri e cannone: si trattava della motonave da carico olandese Alioth (5483 tsl) unità dispersa del convoglio “OS 29”.
Il mattino del 13, dopo essersi spostato alquanto verso SW, con un fortunato lancio a ventaglio da grande distanza effettuato con i quattro lanciasiluri di poppa, arrestò il piroscafo armato inglese Clan Mac Quarrie (6471 tsl.), che finì poi con il cannone in 05°15’N, 25°45’W.
Esaurita la dotazione di siluri, e presa la via del ritorno con ancora una buona scorta di combustibile, ricevette da Betasom l’ordine di portarsi a circa 550 nm. a NW delle Isole di Capo Verde, per passare undici tonnellate di nafta a Finzi che si trovava in rotta per il mare dei Carabi. (gran parte di questo combustibile venne poi a sua volta ceduto a Morosini)
Conclusa felicemente questa operazione, proseguì per Bordeaux dove entrò trionfalmente il 1 luglio, al termine di una missione di cinquantadue giorni e con all’attivo l’affondamento di quattro navi per 19.997 tsl.
Questa fu l’ultima missione per Luigi Longanesi Cattani al comando di Da Vinci: Gianfranco Gazzana Priaroggia assumerà il comando dell’unità il successivo 10 agosto.

Luglio/Settembre 1942
In quell’anno erano in stato di progetto avanzato alcune missioni,con l’impiego di reparti speciali contro obiettivi lontanissimi dall’Italia che avrebbero suscitato ampio scalpore.
Un’azione era in preparazione contro la base navale di Freetown in Sierra Leone, sede della squadra navale inglese del sud Atlantico, ma l’azione più audace, quella con la quale si voleva raggiungere la massima risonanza internazionale nonché il massimo impatto psicologico sul morale del nemico era l’attacco al porto di New York.
Ideatori di questa impresa erano il TV Eugenio Wolk, ideatore e comandante dei “Gamma”, i nuotatori d’assalto della Xa Flottiglia Mas, ed il poliedrico C.te Ing. Angelo Belloni, una delle menti più geniali e versatili della nostra Marina.
Per l’attacco contro la città era stato preparato quello che si può definire un vero e proprio sistema d’arma: un sommergibile oceanico avvicinatore era stato modificato per trasportare in coperta un piccolo sommergibile “tascabile” Caproni “CA” da 16 t.
Giunto alla foce dell’ Hudson, il sommergibile madre avrebbe rilasciato il tascabile, dal quale sarebbero fuorisciti i nostri incursori, i quali avrebbero risalito il fiume, per giungere alfine a piazzare i loro ordigni fin nel “cuore” dell’obiettivo.

I sommergibili tascabili CA erano stati costruiti in due sole unità, e dopo essere stati ampiamente testati nel 1940 erano poi stati accantonati e messi in secca su una banchina del porto di La Spezia.
Uno dei due, CA2, venne sottoposto a lavori di modifica e testato a Montecolino sul Lago d’Iseo: le modifiche comprendevano anche la dotazione di una garitta per la fuoriuscita dei sommozzatori, e quindi le medesime modifiche vennero applicate anche all’altro battello, CA1.
Il due CA modificati avevano un dislocamento di 12 t. in superficie e 14 in immersione e grazie ad un nuovo propulsore installato raggiungevano la velocità di 7 knt. in superficie e 6 knt. in immersione.

Il sommergibile oceanico prescelto per far da “madre” a CA2 fu proprio “Da Vinci”

Nel luglio 1942 CA2 e relativo equipaggio vennero trasportati a Bordeaux per ferrovia, dove già si trovava Da Vinci, che aveva iniziato i lavori presso l’officina di Betasom, diretta dal Maggiore GN Fenu, lavori che durarono circa un mese: viene rimosso il cannone antinave, venne creato un invaso destinato ad ospitare il piccolo sommergibile.
L’invaso creato ha una lunghezza di ca.10 m.ed è munito di due morse di ritenuta che sono azionabili dall’interno del sommergibile oceanico. Inoltre, tra Da Vinci e CA2, all’interno della vasca esiste un collegamento che permette a quest’ultimo di usare l’impianto ad aria compressa del battello più grande, e di ricaricare le batterie usando il sistema elettrico dell’unità madre.
Dopo questa trasformazione Da Vinci sarà indicato con il nome di “canguro”, mentre CA sarà designato come “cangurino”, dal nome dell’animale famoso per la particolarità di portare il suo cucciolo nel marsupio.
Gli esperimenti di trasporto e rilascio di CA2, ebbero inizio il 9 settembre 1942 quando Da Vinci, al comando di G.Gazzana Priaroggia, e con il CA2 in coperta uscì da Bordeaux diretto a Le Verdon per iniziare i collaudi del rilascio del sommergibile tascabile che era al comando del STV Massano.
La prima prova di rilascio del “cangurino” avviene il 10 settembre, ne seguirà una seconda il giorno 13 ed entrambi gli esperimenti non avranno un esito del tutto felice: infatti il tascabile, abbandonando il sommergibile “madre” provocherà a quest’ultimo alcuni danni anche se non di rilevante entità.
Finalmente il giorno 15 settembre, per la prima volta il “cangurino” venne rilasciato e recuperato senza problemi: è la prova che Da Vinci è idoneo al trasporto, sia in immersione che in emersione, della piccola unità, anche se quest’ultima non si rivela immune da difetti e deficienze.
Quindi, se le prove avessero evidenziato la fattibilità del progetto, avevano altresì evidenziato che il CA non era completamente idoneo alla missione per la quale lo si voleva utilizzare.
Il Comando decise di non correre rischi e preferì attendere la consegna dei due nuovi CA in costruzione presso la Caproni e cioè il CA3 ed il CA4 i quali presentavano notevoli miglioramenti rispetto alle due prime unità della serie e pertanto il progetto venne momentaneamente accantonato.
Purtroppo, anche a causa dei noti fatti armistiziali del settembre ’43, l’ardimentosa impresa di Wolk e Belloni, non sarà mai realizzata.
Dopo le prove con il CA, Da Vinci sarà riportato al suo stato originario e verrà rimontato il cannone precedentemente rimosso: resteranno però i segni dei lavori di modifica effettuati e la forma un po’ particolare della coperta ricorderà sempre il piccolo “cangurino” che il grande battello oceanico aveva portato a spasso…….


Ottobre – All’inizio del mese il C.te di Betasom Amm.Polacchini prese in esame la possibilità di far effettuare una nuova puntata offensiva al largo delle coste settentrionali del Brasile.
Pertanto quando partì da Le Verdon il giorno 7 per la zona operativa, al sommergibile fu impartito l’ordine di seguire, nel suo spostamento verso sud, il meridiano 30°00’ W, da quale era possibile raggiungere senza eccessiva difficoltà sia l’una che l’altra sponda atlantica. Era stato comunque stabilito che, in assenza di ordini, Da Vinci avrebbe dovuto raggiungere una zona a ca. 400 nm. a WNW di Freetown. La missione si prospettò sin dagli inizia abbastanza movimentata, perché già attraversando il Golfo di Biscaglia il sommergibile avvistò aerei nemici, che lo obbligarono ad effettuare rapide immersioni.
Nel corso del suo trasferimento, Da Vinci attraversò prima una zona 200 nm. a ponente delle Isole di Capo Verde, ove il 25 e 26 non rilevò traffico; il 27 alcune navi neutrali ed una nave di nazionalità sconosciuta che non riuscì a raggiungere; quindi si spostò 330 nm. più a sud, per riparare un motore termico al quale si era lesionata una testata.
In base a nuovi ordini ricevuti, Da Vinci si dislocò in uno specchio d’acqua a ca. 360 nm. a NE di Capo S. Rocco.

Novembre – Il mattino del 2 affonda il piroscafo da carico inglese Empire Zeal (7009 tsl), armato ed isolato, proveniente da Port Durban e diretto in zavorra a Trinidad, lo raggiunge a poppa sotto il fumaiolo con due siluri e lo finisce successivamente con granate d’artiglieria, in 0°20’ S, 31°,03’W.
Il giorno seguente incontra il piroscafo armato olandese Frans Hals e lo attaccò lanciandogli contro tre coppole di siluri nel corso di un veloce inseguimento che si prolungò per ben cinque ore. I primi due lanci fallirono l’unità nemica, che trasmise il segnale di soccorso comunicando in chiaro il suo nominativo; al terzo e quarto lancio, ugualmente senza esito, il piroscafo reagì con il cannone e con le mitragliere; all’attacco successivo il sommergibile si immerse, dopo aver lanciato i siluri, per sottrarsi al preciso fuoco delle mitragliere del mercantile i cui proiettili lo raggiunsero sulla torretta.
In questa fase il C.te Gazzana rilevò due esplosioni successive che attribuì alla detonazione di un siluro ed al susseguente scoppio di una delle caldaie del piroscafo. Tornato in superficie dopo quaranta minuti a causa di un a perdita d’acqua, e non avendo trovato traccia di quella nave, ritenne erroneamente di averla affondata. Nel pomeriggio di quello stesso giorno riuscì a sottrarsi senza danni all’attacco di un idrovolante quadrimotore, richiamato in zona dai segnali di soccorso del Franz Hals.
Nella notte 4 affondò con un siluro e breve azione d’artiglieria, in 1°34’S, 23°22’W, il piroscafo da carico greco Andreas (6.566 tsl), proveniente da Trinidad e diretto in Egitto con un carico di esplosivi e materiali vari.
Si sposta poi verso sud, portandosi in una posizione opportuna per intercettare i traffico passante fra l’Isola Fernando de Noronha e la costa brasiliana, ma Betasom dispose che il battello dovesse prendere posizione a levante di Recife.
La nuova zona fu raggiunta l’8 novembre e qui, il giorno seguente, avvista la motonave statunitense Marcus Whitman, (7176 tsl), partita da Città del Capo e diretta nella Guiana francese, isolata ed armata, che viene affondata, con siluri e cannone in 5°24’S, 32° 41’W., dopo un lungo inseguimento iniziato fin dal mattino.
Esaurita nel corso di questa azione la dotazione dei siluri e trovandosi sulla rotta del ritorno, nelle prime ore dell’11 avvistò il piroscafo olandese Veerhaven (5.291 tsl), anche esso armato ed isolato, che trasportava un carico di grano e lo affondò con pochi colpi di cannone sparati da distanza ravvicinata.
Il 28 novembre, nel punto a ca. 400 nm. a NW dell’Isola di Palma delle Canarie, Da Vinci riceve da Betasom l’ordine di rifornire Tazzoli con 30 tl. di nafta, e malgrado le difficoltà dovute ad onde molto lunghe che spezzarono per due volte i cavi del rimorchio, l’operazione riuscì perfettamente.

Ripresa subito dopo la navigazione di ritorno, il battello rientra felicemente a Bordeaux il 6 dicembre, dopo una crociera di sessanta giorni, durante la quale furono percorse 9.442 nm.e affondate quattro navi per un tonnellaggio complessivo di 26.042 tsl.che è e resta uno dei migliori risultati ottenuti da una unità italiana.

 

 

1943


Febbraio – In base alle esperienze maturate durante le ultime missioni dell’anno precedente convincono il Comando di Betasom che, per trovare traffico isolato occorreva spingersi verso le zone più estreme dei continenti africano ed americano. Ma per fare si che i battelli potessero spingersi senza problemi in zone così lontane dalla base, era indispensabile predisporre adeguati rifornimenti in mare.
Proprio per le sue ottime caratteristiche nautiche e militari Da Vinci viene considerato idoneo a svolgere il ruolo di sommergibile d’attacco in quelle zone remote, in coppia con Finzi, ottima unità rifornitrice, per la sua larga disponibilità di carico.
Salpa da Bordeaux in giorno 20 e si porta dirigendo per il punto di rendez-vous stabilito a ENE dell’Isola di S.Elena, lontano sia dalle basi aeree avversarie dell’Isola di Ascensione, e dell’ Africa Equatoriale, sia dalle rotte di traffico.

Marzo – Nelle prime ore del giorno 14, mentre si dirigeva verso il punto di incontro, ebbe l’occasione di conseguire il primo successo. Infatti a 330 nm. a SW di Capo Palmas,(Liberia), in 01°00’ S, 10°00’W, transitava il piroscafo passeggeri britannico (ora adibito a trasporto truppe) Empress of Canada (21.517 tsl), isolato e diretto a Freetown carico di truppe e di ca.500 prigionieri di guerra italiani: Da Vinci lo centra con due dei tre siluri lanciati da poppa. Dei nostri connazionali, purtroppo potè essere recuperato solo un naufrago, il sott. ten. medico dell’Esercito, Vittorio del Vecchio.
L’incontro con l’unità rifornitrice avrebbe dovuto avvenire nel pomeriggio del 18, ma non appena i due battelli si avvistarono Finzi gli trasmise le coordinate sulla posizione del piroscafo da carico Lulworth Hill, che aveva già vanamente inseguito, costretto poi ad interrompere la caccia (a causa di una avaria che lo aveva costretto per un certo tempo a fermare entrambi i motori termici)
Da Vinci lo raggiunge e lo affonda, con attacco in immersione, nel pomeriggio del 19 marzo, a circa 700 nm ad occidente di Benguela (Angola), in 11°00 S, 00°,35’.
L’unico superstite della nave viene recuperato, ed il battello raggiunge raggiunge Finzi, iniziando così le operazioni (che si protrarranno per oltre 24h.) alle h.22.00.
Vengono trasbordate novantacinque tonnellate di nafta, sei di olio per motori, 10 di acqua dolce, viveri sufficienti per venti giorni, ed anche tre siluri da 450 mm. per rimpiazzare quelli poppieri impiegati contro l’Empress of Canada. Da parte sua Da Vinci cedette a Finzi i due naufraghi che aveva a bordo.
Era la prima volta che tra sommergibili italiani veniva effettuato un passaggio di armi e questo non era stato previsto prima della partenza, ma fu richiesto dal C.te Gazzana ed ordinato quindi da Betasom allo scopo di far arrivare Da Vinci in Oceano indiano nella pienezza combattiva.

Aprile – il 5 aprile doppia Capo Agulhas, la punta estrema meridionale dell’Africa, facendo così il suo ingresso in Oceano Indiano e si porta quindi nella zona di agguato assegnata, ca. 200 nm ad oriente di Durban.
Il giorno 11 affonda un piroscafo da carico non identificato (forse un’unità dispersa del convoglio “OS 44” diretto dall’Inghilterra al Sud Africa)
Il giorno 17, a ca. 170 nm. da Durban incontrò il piroscafo armato inglese Sembilan (6.566 tsl) proveniente da Glasgow e diretto in India con un carico di munizioni ed alcuni mezzi da sbarco, che salta in aria, centrata da due siluri affondando senza lasciare superstiti.
L’indomani Da Vinci si imbattè nel piroscafo britannico Manaar (8.007 tsl.) proveniente dall’India e diretto a Durban, e dopo averlo silurato in 30°55’S, 33°40’E, prende prigioniero il comandante.
Infine, il 21 aprile, il sommergibile attacca la motonave statunitense John Drayton (7.177 tsl.), unità dispersa del convoglio “PB 34” e la colò a picco in 33°25’S, 34°10’E. Quest’ultima unità, prima di essere affondata, riuscì a lanciare il segnale di soccorso. Ma la ricerca del sommergibile da parte degli aerei non ebbe alcun esito.
Inizia subito dopo la navigazione di rientro e mentre è a ca. 240 nm. a SE di Capo Agulhas, il 25 aprile ebbe l’occasione di consumare gli ultimi siluri sulla petroliera britannica Doryssa (8.078 tsl) incontrata 180 nm. a sud di Port Elizabeth.
Durante i 24 giorni di permanenza in Oceano Indiano, il tonnellaggio mercantile complessivo affondato fu di 29.828 tsl, che aggiunte alle precedenti due navi colate a picco in Atlantico, fanno salire a complessive 58.973 tsl. l’aliquota personale del C.te Gazzana Priaroggia nel corso della missione.

Per dare immediatamente il meritato premio al sommergibile per i brillanti successi conseguiti in Oceano Indiano, dove aveva operato per la prima volta un battello italiano, il CSM, il 6 maggio inviò direttamente la comunicazione dell’avvenuta promozione a CC per il Comandante.
Questa fu una delle ultime comunicazioni che Da Vinci ricevette: purtroppo Gianfranco Gazzana Priaroggia non fece in tempo ad avere l’ulteriore gioia della notizia di essere stato insignito anche della Croce di Ferro dall’alleato germanico.
Ultimo segno di vita fu la comunicazione del 22 maggio 1943, che da giorno successivo avrebbe iniziato la navigazione occulta, come da regolamento, prescritta a partire dal meridiano 15°00’ W e che sarebbe arrivato alla base il successivo giorno 29.
Solo alla fine della guerra è stato possibile conoscere da fonte ufficiale inglese, che alle h.11.45 del 23 maggio 1943, il nostro sommergibile si trovava, a ca. 300 nm. ad ovest di Vigo, quando si trovò improvvisamente a contatto con i convogli “WS 30” e “KMF 15”.
Una delle unità britanniche di scorta, la fregata Ness lo scoprì con l’asdic, a ca. 5500 m. di prora e contemporaneamente al cacciatorpediniere Active, diresse per l’attacco, scaricando in mare una impressionante quantità di bombe di profondità, che secondo quanto riferito dalle unità partecipanti, provocarono la distruzione totale del battello.

Il R.smg. Leonardo Da Vinci riposa in 42°05’N, 15°34 W insieme con il suo Comandante e sessantacinque uomini di equipaggio.

Onore a LORO

Caratteristiche tecniche:
Dislocamento:[/B]
sup. 1171,303 t.
immerso: 1466,729 t.

Dimensioni:
lungh. 76,040 m.
largh.6,784 m.

Apparato motore:
2 motori diesel CRDA
2 motori elettrici di propulsione Marelli
1 batteria ad accumulatori al piombo composta da 232 elementi.

Velocità max in superficie:
18 knt
Velocità max in immersione:
8 knt.

Autonomia in superficie:
2900 nm. a 17 knt.
10500 nm. a 8 knt.

Autonomia in immersione:
8 nm. a 8 knt
110 nm. a 3 knt.

Armamento:
4 tubi lanciasiluri AV da 533 mm.
4 tubi lanciasiluri AD da 533 mm.
1 cannone da 100/47 mm.
2 migtragliere binate da 13,2 mm.
16 siluri da 533 mm. (8 a prora e 8 a poppa)
220 proiettili per cannoni
12000 colpi per le mitragliere.

Equipaggio:
7 ufficiali e 50 tra sottufficiali e marinai

Profondità di collaudo:
100 m.

 

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