La Marina di transizione del Dopo guerra -1-

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La Marina di transizione del Dopo guerra -1-

Messaggioda Comgrupsom » 17/09/2015, 16:49

Giu' negli abissi

Uno dei primi ricordi di unita' da guerra di marca americana,risale curiosamente ad un fumetto di W.Disney,verso la meta'degli anni 50. Il personaggio era Macchia Nera,ed il mezzo per combattere Topolino per quella circostanza era un sommergibile nero anch'esso e di forma inusitata. Un grosso sigaro sormontato da una pinna simile a quella di uno squalo e con due piccole alette laterali. Non diedi molto credito,sebbene giovanissimo,a quella forma;ero abituato agli scafi degli U-Boat e dei Fleet Submarine che tante volte avevo visto nei cosiddetti cortometraggi o in qualche film made in USA. Appena quattro o cinque anni piu' tardi ero in grado di riconoscere dalle forme dello scafo la nazione costruttrice ; si era alfin acceso quel sacro fuoco mai spento verso tutto cio' che in qualche modo potesse essere bagnato dalla acqua salata. Ma solo in eta' piu' matura e dopo tante ricerche e studi , sono riuscito a comprendere profondamente il valore storico e morale della nostra marina le cui gesta sono state sempre volte alla salvaguardia del patrimonio culturale e della millenaria civilta' della nostra patria e delle sue immortali tradizioni.Gia' dopo la riunificazione dei due tronconi in cui era rimasta mutilata dall'armistizio,la Marina aveva ripreso a riorganizzarsi,rimboccandosi le maniche e presentandosi gia' operativa prima della fine del 1945. La determinazione,il coraggio e la preparazione degli uomini erano riusciti a vincere la riluttanza degli Alleati e a farci accettare in qualita' di co-belligeranti.Le nostre FF.AA.,vinte ma mai dome,cercavano cosi' quel riscatto nei confronti della storia e del paese ; mai cosi' pochi sarebbero riusciti a fare tanto con cosi' poco !!! Quel che restava delle nostre unita' o giaceva semiaffondato lungo le banchine o distrutto dai bombardamenti e sotto metri e metri d'acqua ; eppure con una determinazione senza pari,le nostre esigue forze riuscirono a dar bella prova di se'. Ma a nulla valsero gli episodi di coraggio ed eroismo ne' l'indomito spirito della marina : la scure del Diktat si abbatte' implacabile sui resti del nostro apparato militare.Ci restavano solo 67.500 Tonn.di naviglio vario e perlopiu' in condizioni tutt'altro che brillanti,armato da soli 25.000 uomini, e nonostante l'entrata dell'Italia nella NATO come paese fondatore il 4 Apr.49 ! Ma gli scenari politico-militari si andavano evolvendo a velocita' tale da non consentire di tirare il fiato.Fu' cosi' che a meta' della Primavera del 51 ,il Congresso americano si fece promotore di una iniziativa volta a ridare fiducia al nostro paese e facendosi interprete di cio' presso le nazioni alleate,ottenne l'abrogazione dei vincoli politici e militari.La Marina ,gia' tempo addietro, aveva dato inizio ad una serie di studi,intuendo quelli che avrebbero potuto essere i suoi nuovi ruoli in seno alle strategie della NATO circa lo scacchiere mediterraneo.Grazie a Dio,la Marina aveva ancora buone e valide teste pensanti. C'era pero' sempre da fare i conti con le realta' dei bilanci in un paese ancora pieno di macerie sebbene prevalesse l'opinione che ci fosse tutto da guadagnare.La nazione aveva voglia di crescere e di riscattarsi e gli USA dal canto loro erano altresi' ansiosi di "business" ; fu' cosi' che esponenti della nostra marina furono accompagnati presso i tanti supermercati dell'usato garantito lungo le coste americane sia a levante sia a ponente,dove c'erano gia' code piuttosto lunghe.


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