Libro, edito nel 1943 dalla Regia Accademia Navale, dai contenuti molto tecnici e quindi destinato ad una utenza qualificata, come erano appunto gli allievi ufficiali della Regia Marina.

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Strutture e Cenno sui Calcoli di Resistenza degli Scafi

Paragrafo 1 °

 

STRUTTURE .

Lo scafo resistente del sommergibile è a sezione circolare, di diametro variabile e decrescente verso le estremità dove è chiuso da due calotte. Le lamiere del fasciame resistente sono di acciaio al nichel (1,5 %), con un carico di rottura di 60÷65 Kg/cm², un carico di elasticità di 42 Kg/cm² e un allungamento percentuale del 14 %.Le lamiere costituenti la torretta sono d’acciaio al Ni (25%) diamagnetico. Le calotte di chiusura sono di acciaio speciale ad elevata resistenza,stampate a caldo. Longitudinalmente lo spessore delle lamiere diminuisce da un massimo di 18-20 m/m fino ad un minimo di 14 m/m alle estremità. I giunti longitudinali delle lamiere, sono a doppio coprigiunto, quello esterno continuo, mentre l'interno è intercostale a doppia fila di chiodi. I giunti di testa delle lamiere, sono a semplice coprigiunto continuo interno intercostale a doppia fila di chiodi. Le calotte sono flangiate e collegate alle lamiere dello scafo mediante tripla fila di chiodi.
Nei sommergibili di recente costruzione, i giunti di testa e longitudinali delle lamiere, sono saldati elettricamente. I rinforzi in-terni dello scafo resistente sono costituiti da ossature formate da angolari a bulbo di acciaio ad elevata resistenza, messe generalmente a distanza da  500 ÷ 800 m/m fra di loro. Fanno parte ancora dello scafo resistente, le paratie stagne generalmente bombate, le garitte ed i boccaporti di accesso. Appartengono anche alle strutture dello scafo resistente alcune
casse allagabili, come la cassa di emersione e dirapida immersione, nonchè i DD.FF. (Doppifondi….ndr…) in corrispondenza della camera di manovra per i Sommergibili. del tipo Bernardis.Le altre casse allagabili e le casse nafta esterne, hanno le lamiere di acciaio M.S. dello spessore di circa 6 ÷ 9 m/m,unite fra di loro per semplice sovrapposizione. Sono attaccate allo scafo resistente mediante angolari ed opportunamente rinforzate internamente da squadre e da madieri. Le parti a libera circolazione sono anch'esse formate da lamiere di circa 3 m/m di spessore, attaccate con angolari allo scafo e rinforzate da squadre e madieri. La barchetta (nel disegno è quella struttura longitudinale al di sotto della cassa d’immersione,con cui il battello appoggia sul fondo o sul piano del bacino….ndr….) che contiene la zavorra nei suoi alveoli, è formata da lamiere più robuste e rinforzate anch'esse da angolari e madieri. Le casse interne, ed in alcuni tipi, i copertini degli accumulatori sono formati da lamiere più o meno spesse a seconda della pressione alla quale debbono resistere, opportunamente rinforzate da madieri e squadre. Le fondazioni delle macchine e macchinari sono costituite anch'esse da robusti paramezzali di lamiera. Inoltre esistono varie altre strutture dipendenti dalla istallazione dei vari macchinari di bordo.

CENNI SULLA RESISTENZA DELLO SCAFO.

La notevole differenza fra la resistenza dello scafo di una nave di superficie e quella dello scafo di un sommergibile, appare evidente anche ad un sommario esame. Per la nave di superficie, è data principale importanza allo studio della robustezza longitudinale, studio definito e preciso, inquantochè considera solo le distribuzioni longitudinali delle spinte idrostatiche e dei pesi formanti il dislocamento della nave.Lo studio della robustezza trasversale ha carattere di minore importanza. In esso entrano in gioco numerose forze applicate, quali la spinta idrostatica, i pesi applicati direttamente o quelli trasmessi indi-
rettamente attraverso le strutture, gli sforzi di taglio, gli sforzi di flessione, le reazioni ‘delle taccate, dei puntelli in bacino,etc….sforzi che complicano enormemente detto studio. Si fanno quindi ipotesi semplificative e si calcolano le paratie come travi diritte, le ossature come travi ad arco, ed il fasciame si considera come piattabanda,atto a trasmettere la pressione idrostatica alle ossature, senza farlo entrare minimamente nei calcoli di robustezza. Per i sommergibili lo studio della robustezza dello scafo è alquanto diverso. Infatti per essi ha principale importanza lo studio della robustezza trasversale, inquantochè preponderante è l’azione delle forze che agiscono trasversalmente coll’aumentare delle profondità d'immersione.
Se si considera uno scafo sommergibile immerso, si vede che esso è soggetto a numerose forze quali : una compressione trasversale ed una compressione longitudinale dovute alla pressione, corrispondente alla quota d'immersione, sforzi di taglio e di flessione dovuti alla distribuzione varia dei pesi sullo scafo, variazione di pressione idrostatica dalla generatrice superiore a quella inferiore etc…..e quindi non può estendersi anche al sommergibile una verifica sommaria della robustezza trasversale come effettuata per le navi di superficie, ma occorre calcolarla esattamente specialmente per la forte pressione alla quale è assoggettato lo scafo immerso. Essendo questa pressione diventata notevole per l'aumentata quota di immersione dei sommergibili (superiore ai 100 m),e per il grado di sicurezza richiesto eguale a 3, si sono potute trascurare tutte le altre forze applicate e considerare solo la sollecitazione dovuta alla pressione idrostatica, senza avere errore apprezzabile nel risultato dei calcoli. Con questa semplificazione, è chiaro che la sezione dello scafo sia diventata circolare perchè più idonea alla resistenza e perciò più facilmente calcolabile. A questo risultato si è giunti gradualmente e dopo
numerose prove eseguite su modelli; il maggior contributo a questa teoria è stato dato da Von Mises e Von Sanden i cui risultati furono resi noti solamente nel 1918.

 

 

 

 

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